
Opera Midea
Oscar Strasnoy


TEATRO LIRICO SPERIMENTALE DI SPOLETO (RAI 3)
Oscar Strasnoy: 'Midea'
Opera di Irina Possamai
Musica di Oscar Strasnoy
Teatro Caio Melisso 8 settembre 2000, Spoleto
Orchestra Del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto
&
Teatro Nazionale (Rome) 22, 23, 25 marzo 2001
Regia: Henning Brockhaus
Direttore: Andrea Molino
Scene: Csaba Antal
Costumi: Patrizia Toffolutti
Midea: Daniela Ciliberti
Giasone: Fabrizio Russotto
Creonte: Arno Argos Raunig
Aretusa: Marianna Merla
Etiope: Urana Marchesini
Glauce: Paola Fiamma
MEDEA Suoni elettronici fra tradimenti e amori perduti
Medea, mitica, tragica figura, ha ispirato Euripide e Seneca e Corneille e, in un celebre melodramma, Cherubini, nonché la splendida pasoliniana Medea della Callas. Medea, il «sogno di ogni attrice», dice Maria Rosaria Omaggio che la interpreta in uno dei due spettacoli dal 22 al Teatro Nazionale per l' Opera di Roma: un melologo del compositore romano Alessandro Cusatelli ispirato a Euripide, Udii la voce, udii il grido, titolo tratto da Euripide stesso. Il lungo, agghiacciante monologo dell' attrice è sottolineato da impasti timbrici fuori dalla storia e dal tempo ottenuti con un organico dei più insoliti: un violoncello, perfetto per i momenti di tenerezza (Luca Provenzani), una tastiera elettronica (Alessandro Forti), una serie di percussioni (Mario Distaso) tra cui ben 32 campane da mucca di dimensioni diverse fatte venire apposta dalla Francia. Percussioni e suoni elettronici per esprimere lo strazio e la crescente furia della maga per l' amore perduto e il tradimento. Il lavoro, in prima assoluta, è una commissione dell' Opera per completare una serata con l' opera in un atto Midea, contrazione dallo spagnolo "Mi idea", ossia «la mia idea della Medea». Qui la maga è vista come la straniera, o meglio l' estranea. Una chiave di lettura molto attuale che ha trovato nel suo autore, Oscar Strasnoy, nato in Argentina, figlio di emigrati ebrei russi e ora residente in Francia, la persona più adatta a comprenderne il dramma. «Sono straniero anche nel paese in cui sono nato», dice. E lo straniero, il diverso (Medea) deve soccombere. Anche nell' allestimento (lo stesso di Spoleto dove il lavoro è nato a settembre, vincitore del Concorso per un lavoro di teatro musicale dello Sperimentale), Medea è sempre in basso e Giasone e gli altri di Corinto sono sopra, dominanti. Ne è regista Henning Brockhaus, scene di Csaba Antal, costumi di Patricia Toffolutti; la parte musicale è affidata a gruppi umbri (orchestra e coro) è diretta da Andrea Molino. Tutti insieme sottolineano in modo assai deciso questa «differenza» tra la maga della Colchide, paese di antichissima tradizione, e la gente di Corinto, senza tradizioni ma ricca e pretenziosa. Lo stesso Strasnoy dice: «Mi piace che dalla realizzazione scenica sia venuta fuori anche la mia realtà».
Scritta su libretto di Irina Possamai, Midea è interpretata dal mezzosoprano Daniela Ciliberti (Medea), dall' attore Fabrizio Russotto (Giasone), e non per caso da un controtenore con voce volutamente stridula per Creonte (Arno Raunig). Glauce, futura sposa di Giasone è Paola Fiamma, che qui fa la spogliarellista, Eriope, figlia di Medea, è una acrobata e Aretusa il mezzosoprano Marianna Merola.
**ÖUA - Österreich Uraufführung